2
2012
Criticità prenatali
di Gino Soldera e Pier Luigi Righetti.
Abbiamo voluto in questo numero toccare alcuni nodi critici che si presentano nel corso della vita prenatale e della gestazione: nodi che riguardano la gestante e che hanno il più delle volte delle implicazioni dirette nella vita del bambino. L’approccio utilizzato in questo numero della rivista è quello della integrazione multidisciplinare aperta al contributo della medicina, della psicologia, della sociologia, delle scienze dell’educazione ed altre ancora, questo per evidenziare i molteplici fattori e rischi presenti nella vita prenatale.
Fin dal momento del concepimento il nascituro si trova di fronte a molti pericoli: potrebbe essere bloccato nella tuba, o aggredito dal sistema immunitario materno e non consentire il suo annodamento, non trovare la giusta spinta e condizione per formarsi e crescere, oppure non trovare un terreno adeguato per essere accolto e nutrito, scarso ossigeno, particolarmente necessario per la sua intensa attività cellulare. Lo sviluppo e il benessere del bambino passano attraverso la salute e il benessere della madre e anche del padre che con la sua presenza direttamente o indirettamente influenza entrambi. La madre curando la sua salute cura e promuove anche la salute attuale e futura del figlio, con la sua disponibilità e corretto stile di vita gli offre un ambiente adeguato alla formazione dell’architettura del suo organismo, del suo cervello, della sua mente e del suo temperamento.
Per questo diventa indispensabile il pieno coinvolgimento dei genitori in questa fase i quali vanno messi, da parte della società e degli operatori sanitari, nella condizioni di offrire il meglio di sé nella formazione del figlio. Una scarsa partecipazione dei genitori, in particolare all’evento della gestazione, non può che accrescere i rischi e le difficoltà per i figli. Agli operatori sanitari spetta il compito di individuare i fattori di rischio, le malattie e le cure; ai genitori spetta il compito di una crescita globale della salute del figlio attraverso un adeguato stile di vita attento ai bisogni fisici, emotivi, affettivi, relazionali, cognitivi ed esistenziali.
Di notevole interesse è il lavoro presentato dal prof. Tajani sui “Fattori di rischio in gravidanza”, dove vengono analizzati, a partire dalla fase del pre-concepimento gli ostacoli e le difficoltà che emergono nel percorso che porta alla vita. Con semplicità e precisione vengono riportate le cause di rischio specifico per il feto nell’ambito genetico, infettivo, tossico, accanto ad alcune patologie endocrine e metaboliche materne. Per questo motivo sarebbe opportuno che ogni gravidanza venisse pianificata; poiché ciò non avviene quasi mai, ogni donna che si accorge di essere in attesa va consigliata e controllata dal personale sanitario in modo adeguato. Solo recentemente la ricerca psico-clinica ha iniziato a rilevare i fattori di rischio e di protezione presenti durante la gestazione, ed è emerso come la depressione in gravidanza, se trascurata, sfoci nella maggior parte dei casi in Depressione Post Natale (DPN). Poiché gli stati emotivi materni influenzano lo sviluppo e la crescita del nascituro, si ribadisce ancora una volta come fondamentale tutelare e valorizzare il periodo della gravidanza come momento importante sia per il nascituro, che per la madre e la coppia.
Affrontato l’aspetto culturale dei rivissuti materni e paterni della gravidanza, il lavoro di D. Cusenza, S. Spadotto, D. Casadei, focalizza l’attenzione su di un versante oggi sempre più importante ed al centro di interessi non solo medici e psicologici ma anche legati alla bioetica, e cioè la diagnosi prenatale. L’argomento è affrontato in modo da individuare le correlazioni esistenti tra l’ansia e la diagnosi prenatale. A tal riguardo rimandiamo alla parte della ricerca del lavoro, dove potremmo ritrovare diversi e interessanti spunti di riflessione.
Non è di poco conto interrogarsi circa la gravidanza dopo malattia oncologica per affrontare un evento che oggi sta divenendo sempre più frequente e che necessita di supporto specifico. Per il momento ci “limitiamo” alle problematiche relative al carcinoma mammario e gravidanza, dove in ostetricia J. Mocchiutti, D. Casadei, e F. Pugliesi affrontano la problematica con serietà scientifica e grande sensibilità. L’aggettivazione “ostetrica” a prima vista ci fa pensare a tutto ciò che attiene alla nascita ed alla vita, ma la realtà, e chi di noi lavora in ospedale ben la conosce, non è sempre così. La morte è sempre “compagna” di viaggio, a volte solamente evocata col pensiero e le fobie, altre volte pesantemente presente con l’aborto spontaneo, la morte fetale intrauterina e la morte perinatale.
A tal riguardo abbiamo inserito due lavori che guidano sia alla riflessione sia al cosa fare circa il nostro agire psicologico. D. Lo Sasso e E. Semprini affrontano un’ ampia revisione della letteratura circa l’aborto spontaneo dove si evidenzia la valenza traumatica, e quindi clinica, dell’evento, mentre A. Barin, D. Casadei e E. Manià affrontano le tematiche della morte fetale anche attraverso la proposta di protocolli d’intervento precoce (psicologia ostetrica / psicologia clinica d’urgenza). Il contributo di Francesca Pasqualetto ci aiuta a definire il quadro delle criticità possibili attraverso una disamina attenta e puntuale circa la fatica del fare e dell’agire e dell’operatore in area ostetrica affrontando il burn-out in tale contesto. A nostro avviso non è argomento di secondaria importanza poiché oltre che riguardare la nostra salute psicologica attiene anche ad argomenti quali la qualità della prestazione erogata ed il rischio di errore dell’operatore.
Da ultimo, presentiamo con grande soddisfazione l’ultimo impegno editoriale di Pier Luigi Rigetti e Dario Casadei quale importante contributo al “Sostegno psicologico in gravidanza” per cogliere i molti stimoli e suggerimenti relativi al “come porsi” e al “cosa fare” affinché il periodo dell’attesa possa essere affrontato dalla madre e dalla coppia con consapevolezza e in un contesto dove venga garantito tutto il sostegno psicologico necessario. Il nostro intento è quello di poter contribuire anche alla sensibilizzazione di tutte le professionalità coinvolte nella vita prenatale, psicologi, ginecologi-ostetrici, ostetriche, medici oncologi, laureati in scienze dell’educazione, per il prezioso contributo che esse possono apportare durante questa fase, ritenuta a ragione la più importante della vita, nella quale vengono poste le basi della futura esistenza.
Si tratta di un’opportunità unica di prevenzione primaria, ma anche di un momento strategico fondamentale per ridurre i fattori di rischio. Il coinvolgimento di esperti su più aree del prenatale rappresenta una grande occasione per affrontare e superare le criticità che possono emergere nel corso della gestazione, inoltre da la possibilità di promuovere al meglio la salute e con essa i fattori di protezione nei confronti del nascituro e dei suoi genitori. Questa è una fase importante nella quale noi operatori del materno infantile possiamo operare con successo per contenere, ridurre e talvolta eliminare le ambivalenze e gli atteggiamenti di rifiuto verso il figlio, affrontare le situazioni traumatiche e di stress, che molta parte hanno nel favorire lo sviluppo dei disturbi psichiatrici minimi e la patologia psicosomatica del lattante. In questa ottica si possono ridurre ed affrontare il disagio e le malattie della gestazione, il numero di aborti, nonché le difficoltà e complicanze relative all’evento parto.
Tratto da http://www.anpep.it
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